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Arriva l'autunno con i primi freddi che preannunciano il mite inverno
siciliano. Il nostro fedele camper, che ci ha portato in giro per
tutta l'estate, in Italia e all'estero, al mare o in montagna, nelle
città d'arte e nei parchi di divertimento, ci porterà
adesso a spasso per la Sicilia, rendendo i nostri fine settimana
invernali meno noiosi.
Alimena è un piccolo paese lontano dalla capitale e vicinissimo
alle province di Enna e di Caltanissetta; è raggiungibile
dalla A19 (Palermo-Catania) uscita Resuttano, a 120 Km. da Palermo.
Alimena, a 750 m. di altitudine è situata sulle propaggini
delle Madonie, in mezzo a sterminate distese di grano, tra il Salso
Settentrionale e l'Imera Meridionale.
Il centro di Alimena sorge quindi nella regione sud orientale delle
Madonie, in prossimità della Balza di Areddula, sullo spartiacque
fra i fiumi suddetti.
Borgo rurale sorto per ragioni di prestigio feudale legato all'agricoltura,
fu fondato nel 1603 ad opera di Pietro Alimena, a seguito della
concessione del Re di Spagna Filippo IV, il 21 febbraio 1628 e comprendeva
le zone di Portella Nuciforo, San Filippo, il fondo della Mazza
e l'antica Imaccara (Garrosia e Bulfara), nel 1628 il successore
Antonio ebbe il titolo di Marchese. Il suo impianto urbanistico,
da manuale, si presenta a schema pressocchè regolare, a trama
viaria ortogonale e allineamenti lungo un asse principale che termina
nel fuoco centrale a ridosso della fiancata est della Chiesa Madre,
presenta tagli viari irregolari nelle aree di margine e tessuto
edilizio adattato alle acclività del sito di giacitura.
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Tra i suoi monumenti più notevoli sono: la Chiesa Madre,
che conserva una statua dell'Immacolata di Francesco Sorgi; La Chiesa
dell'ex Convento dei PP. Riformati, che conserva un Cristo spirante
di autore ignoto del sec. XVII-XVIII, e la Chiesa delle Anime Sante.
Il comune ha modesta economia agricola e zootecnica, con piccole
aziende di settore e presenta forte emigrazione.
Nelle sue campagne si producono in particolare, granaglie, mandorle,
fave, olive e si producono vini.
Un tempo la zona era molto fertile sia per il clima che per la
posizione tra quattro fiumi: Pellizzara, il Salso di Gangi, il Segnaferi
e l'Imera Meridionale e per la presenza delle miniere di sale e
zolfo.
Tra le sue contrade quella di "Bolfara" ha sicuramente
origini più antiche.
Nella contrada "Burgarito", sita in aperta campagna,
è una piccola abside costruita su una roccia a strapiombo
su un torrente.
Nei pressi del santuario sono situate alcune grotte rupestri di
notevole interesse e di altrettanto interesse è la chiesa
dedicata a S. Alfonso De' Liguori, a pianta esagonale, che originariamente
fu una torre posta a guardia di un territorio amplissimo comprendente,
oltre alle propaggini meridionali delle Madonie, anche i monti Erei.
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