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Alimena 27 e 28 Ottobre 2007

Un paesino tra il Salso e l'Imera

Arriva l'autunno con i primi freddi che preannunciano il mite inverno siciliano. Il nostro fedele camper, che ci ha portato in giro per tutta l'estate, in Italia e all'estero, al mare o in montagna, nelle città d'arte e nei parchi di divertimento, ci porterà adesso a spasso per la Sicilia, rendendo i nostri fine settimana invernali meno noiosi.

Alimena è un piccolo paese lontano dalla capitale e vicinissimo alle province di Enna e di Caltanissetta; è raggiungibile dalla A19 (Palermo-Catania) uscita Resuttano, a 120 Km. da Palermo. Alimena, a 750 m. di altitudine è situata sulle propaggini delle Madonie, in mezzo a sterminate distese di grano, tra il Salso Settentrionale e l'Imera Meridionale.

Il centro di Alimena sorge quindi nella regione sud orientale delle Madonie, in prossimità della Balza di Areddula, sullo spartiacque fra i fiumi suddetti.

Borgo rurale sorto per ragioni di prestigio feudale legato all'agricoltura, fu fondato nel 1603 ad opera di Pietro Alimena, a seguito della concessione del Re di Spagna Filippo IV, il 21 febbraio 1628 e comprendeva le zone di Portella Nuciforo, San Filippo, il fondo della Mazza e l'antica Imaccara (Garrosia e Bulfara), nel 1628 il successore Antonio ebbe il titolo di Marchese. Il suo impianto urbanistico, da manuale, si presenta a schema pressocchè regolare, a trama viaria ortogonale e allineamenti lungo un asse principale che termina nel fuoco centrale a ridosso della fiancata est della Chiesa Madre, presenta tagli viari irregolari nelle aree di margine e tessuto edilizio adattato alle acclività del sito di giacitura.

 



Tra i suoi monumenti più notevoli sono: la Chiesa Madre, che conserva una statua dell'Immacolata di Francesco Sorgi; La Chiesa dell'ex Convento dei PP. Riformati, che conserva un Cristo spirante di autore ignoto del sec. XVII-XVIII, e la Chiesa delle Anime Sante.

Il comune ha modesta economia agricola e zootecnica, con piccole aziende di settore e presenta forte emigrazione.

Nelle sue campagne si producono in particolare, granaglie, mandorle, fave, olive e si producono vini.

Un tempo la zona era molto fertile sia per il clima che per la posizione tra quattro fiumi: Pellizzara, il Salso di Gangi, il Segnaferi e l'Imera Meridionale e per la presenza delle miniere di sale e zolfo.

Tra le sue contrade quella di "Bolfara" ha sicuramente origini più antiche.

Nella contrada "Burgarito", sita in aperta campagna, è una piccola abside costruita su una roccia a strapiombo su un torrente.

Nei pressi del santuario sono situate alcune grotte rupestri di notevole interesse e di altrettanto interesse è la chiesa dedicata a S. Alfonso De' Liguori, a pianta esagonale, che originariamente fu una torre posta a guardia di un territorio amplissimo comprendente, oltre alle propaggini meridionali delle Madonie, anche i monti Erei.